
La Sicilia è considerata utero della primogenitura agroalimentare europea.
Distesa al centro di un mare “Nostrum”, l’Isola accolse e sviluppò le conoscenze dell’arte del coltivare, della trasformazione in cibo, delle conserve e consegnò tecniche, genetica e geni al di là dello Stretto.
Vero è, poi, che la si possa definire Continente, seppur isola o arcipelago.
In essa vive una mista genìa vegetale, animale, fruttifera, orticola, alimurgica e possiamo dire anche umana che vive circondata da quasi un milione di metri di vista sul mare, che serrano insieme, la zona più arida accanto al ghiacciaio più a sud d’Europa, o un Vulcano di lava e di neve appresso alla corona verde smeraldo dei Peloritani, Nebrodi e Madonie e tanta altra dissimilitudine.
La nostra isola detiene il 50 % dell’agrobiodiversità dell’ intera Italia e il 25% di quella europea rappresentando un “unicum” da preservare.
Solo questa terra poteva partorire SIMENZA e solo quest’ultima poteva esserne figlia come qualsiasi altra creatura che crede in simile bellezza.
